COS’E’ LA PROLOTERAPIA

La Proloterapia è una terapia infiltrativa di sostanze irritanti che determinano una flogosi locale nel punto di iniezione. Alla flogosi segue una risposta infiammatoria da parte del nostro corpo che determina un aumento della vascolarizzazione con conseguente afflusso di sangue, ossigeno e fattori riparativi; questo processo determina una vera “autoriparazione” da parte del nostro organismo.
Nel nostro centro viene utilizzato il Destrosio ipertonico, utilizzato secondo le linee guida dell’Università di Wisconsin e della Hacket Hemwall Association (HHA) attiva in America dal 1969, che oltre alla sua funzione irritante non molto aggressiva associa una quasi completa innocuità.
La Proloterapia si effettua mediante iniezioni in corrispondenza dei tendini e dei legamenti, nonché delle zone osteo-periostee con lo scopo di attivare un percorso di guarigione mediato dal nostro stesso organismo.
Si attiva quindi la produzione di nuovo tessuto collagene che va a rinforzare le strutture danneggiate.
Non si utilizzano farmaci, fatta eccezione per un po’ di anestetico locale.


COME FUNZIONA LA PROLOTERAPIA

L’iniezione locale del glucosio ipertonico determina un irritazione locale con conseguente disidratazione delle cellule che perdono il normale contenuto liquido; esse diventano quindi bersaglio dei macrofagi che, tra le tante funzioni, producono fattori ormonali richiamanti i fibroblasti con conseguente formazione di nuovo tessuto collagene. Il collagene è la matrice principale per la produzione della cicatrice di guarigione.
Visto che solitamente il dolore legamentoso e tendineo è un dolore cronico e che la Proloterapia prevede una risposta infiammatoria da parte del nostro corpo, l’effetto non si ottiene entro pochi giorni.
La risposta infiammatoria solitamente inizia dalle prime ore dopo l’infiltrazione e raggiunge il picco massimo circa 10 giorni dopo l’infiltrazione.
Il processo riparativo continua nei mesi successivi e si stabilizza circa 6-8 mesi dopo il trattamento. Solitamente la risoluzione dei sintomi si ha in un intervallo di tempo compreso tra 3-6 settimane.
Visto il meccanismo di azione della Proloterapia si possono fare le seguente osservazioni:

  • la sintomatologia clinica regredisce lentamente ma in modo definitivo durante il trattamento. E’ normale che dopo la prima o seconda seduta il disturbo sia ancora presente, seppur in modo attenuato. Spesso i pazienti riferiscono che non è cambiato quasi niente nei primi giorni per poi riferire un netto miglioramento nelle successive sedute terapeutiche.
  • nei giorni successivi all’infiltrazione si può evidenziare un aumento transitorio della sintomatologia dolorosa che tende a regredire dopo 24-48 ore. Durante questa fase si possono assumere farmaci antidolorifici a base di Paracetamolo (Tachipirina, Tachidol). Non si devono assumere in nessun modo farmaci antinfiammatori FANS (Oki, Brufen, Aulin, Aspirina) in quanto questi farmaci contrastano il meccanismo di azione della Proloterapia.
  • il destrosio ipertonico è un potente antibatterico. Per tale motivo le reazioni infettive in seguito al trattamento infiltrativo sono quasi inesistenti. Il dott. Hemwall, padre indiscusso di questo metodo terapeutico, riferisce di aver trattato da solo più di 10.000 pazienti somministrando più di 4 milioni di iniezioni, senza mai osservare una complicazione di tipo infettiva.

Quando scegliere la Proloterapia

Il trattamento proloterapico è indicato in tutti i casi di patologia tendinea e legamentosa che sono stati sottoposti a trauma, distensione o distrazione e che non richiedono intervento chirurgico. Esso è un trattamento conservativo che aiuta ed accelera in modo naturale il fisiologico processo di guarigione.
Il dolore legamentoso è un dolore sordo, mal localizzato e con irradiazioni atipiche. Spesso il dolore si manifesta a riposo, quando ci si alza e nei primi movimenti. Tale dolore migliora dopo l’inizio del movimento oppure dell’esercizio fisico e ricompare successivamente alla fine del movimento.
In molti casi il dolore legamentoso segue un quadro di artropatia. In questi casi la sintomatologia diventa mista di tipo articolare-legamentosa. Un trattamento combinato articolare-legamentoso ha molto successo con il trattamento del quadro artosico articolare e proloterapico dei legamenti.
Anche i tendini presentano beneficio dal trattamento proloterapico, specie nei casi di distrazione traumatica oppure in casi di usura da sovraccarico. La tendinopatia del sovraspinato, del rotuleo e del tendine di Achille rispondono in maniera ottima alla proloterapia.
Una menzione particolare si ha nel caso della fascite plantare resistente al trattamento conservativo mediante terapie fisiche come le onde d’urto o il trattamento infiltrativo con corticosteroidi.
In questi casi i risultati sono molto soddisfacenti con regressione dei sintomi già dopo 1-2 cicli infiltrativi.

I tendini e i legamenti hanno delle dimensioni molto piccole, spesso di pochi millimetri. Per tale motivo le infiltrazioni di Proloterapia vengono eseguite frequentemente sotto guida ecografica.
La guida ecografica permette una precisione altissima con possibilità di arrivare a pochi millimetri dalla struttura da trattare.
Con la guida ecografica si riesce inoltre a evitare strutture sensibili come i vasi e i nervi, rendendo di fatto l’iniezione sicura da danni iatrogeni.


Cosa fare durante e dopo la Proloterapia

Il trattamento Proloterapico viene eseguito in regime ambulatoriale.
Le sedute durano circa 15-20 minuti e il paziente può riprendere le normali attività quotidiane dopo il trattamento.
Nel trattamento della fascite plantare si consiglia un riposo dalle posture erette prolungate nelle 24-48 ore successive al trattamento.
Si consiglia l’applicazione di ghiaccio 3 volte al giorno per 2 giorni.
Sono vietati i FANS; in caso di dolore si consigliano farmaci a base di Paracetamolo.
Le sedute sono intervallate di 2-3 settimane in base al quadro clinico.


QUALI SONO LE INDICAZIONI CLINICHE

La Proloterapia è indicata nei seguenti casi:

  • tendinopatia del sovraspinato e della cuffia dei rotatori
  • tendinopatia del tendine del tricipite
  • tendinopatia del tendine prossimale del muscolo retto femorale
  • tendinopatia degli adduttori
  • tendinopatia del tendine rotuleo (Jumper’s Knee, Osgood Schlatter)
  • tendinopatia del tendine di Achille
  • lesioni del legamento collaterale ulnare e anulare radiale del gomito
  • lesioni del legamento scafo-lunare e della fibrocartilagine triangolare del polso
  • lesioni del legamento collaterale mediale e collaterale laterale del ginocchio.
  • lesioni del legamento peroneo-astragalico anteriore, del legamento peroneo-calcaneare e del legamento deltoideo della caviglia.
  • fascite plantare resistente a trattamenti con onde d’urto o infiltrazione di cortisone
  • dolori cronici della colonna cervicale e della colonna lombo-sacrale con lassità legamentosa

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